Quando una voce sembra arrivare da un vecchio vinile, ma la produzione conserva qualcosa di moderno e cinematografico, spesso c’è di mezzo Andrea Laszlo De Simone. Il cantautore torinese ha costruito un percorso originale tra pop d’autore, psichedelia, arrangiamenti orchestrali e musica per il cinema: qui ricostruisco la sua storia, i dischi più importanti e il modo migliore per avvicinarsi al suo universo sonoro.
Il ritratto essenziale di un artista fuori dagli schemi
- Origine: è un musicista, cantautore, produttore e polistrumentista italiano nato a Torino nel 1986.
- Album da ascoltare per primo: Uomo Donna, pubblicato nel 2017.
- Stile: mescola canzone italiana, pop orchestrale, psichedelia, elettronica e suggestioni anni Settanta.
- Svolta internazionale: l’EP Immensità ha rafforzato il suo seguito soprattutto in Francia.
- Cinema: ha firmato la colonna sonora di Le Règne Animal, premiata con il César nel 2024.

Chi è Andrea Laszlo De Simone e perché se ne parla
Andrea Oliviero Laszlo De Simone Saccà è nato a Torino il 18 febbraio 1986. Prima della carriera solista ha suonato la batteria nei Nadàr Solo e ha fatto parte del progetto Anthony Laszlo, ma la sua identità artistica prende forma soprattutto quando comincia a lavorare da autodidatta su canzoni, arrangiamenti e registrazioni personali.
Il suo debutto solista arriva nel 2012 con Ecce Homo, un disco nato in modo artigianale e segnato da una forte componente introspettiva. Non è il classico artista costruito attorno alla visibilità: De Simone ha sempre mantenuto un rapporto piuttosto discreto con il pubblico e lascia che siano le canzoni e la cura del suono a parlare per lui.
È proprio questa scelta a renderlo interessante. In un panorama musicale spesso dominato dalla pubblicazione continua, il cantautore torinese lavora con tempi più lenti, dando ai brani una dimensione ampia, quasi da opera pop. A mio avviso, la sua forza nasce dal contrasto tra una personalità riservata e una musica emotivamente molto ambiziosa.
Il percorso musicale dal debutto a oggi
Dopo l’esperienza iniziale di Ecce Homo, il passaggio decisivo arriva con Uomo Donna, pubblicato il 9 giugno 2017. L’album contiene 12 tracce e dura oltre 77 minuti, una scelta già significativa in un’epoca in cui molti dischi puntano sulla brevità.
Il lavoro si muove tra romanticismo, inquietudine e riflessione sull’identità. Brani come Sogno l’amore, Vieni a salvarmi, La guerra dei baci e Fiore mio mostrano un autore capace di alternare melodie immediate e sviluppi molto più dilatati. Non è un disco da consumare distrattamente: alcune canzoni superano i dieci minuti e chiedono tempo.
Nel 2019 arriva Immensità, un EP che amplia il lato orchestrale e cosmico della sua scrittura. La title track diventa uno dei suoi brani più riconoscibili, mentre Conchiglie e La nostra fine confermano la sua tendenza a usare arrangiamenti morbidi e stratificati per parlare di sentimenti molto concreti.
Negli anni successivi pubblica singoli come Dal giorno in cui sei nato tu e Vivo, oltre al progetto I nostri giorni. Nel 2023 arriva la colonna sonora di Le Règne Animal, film diretto da Thomas Cailley. Il riconoscimento con il César per la migliore musica originale, ottenuto nel 2024, segna il passaggio da cantautore di culto a compositore considerato anche fuori dall’ambito della canzone.
Che musica fa davvero il cantautore torinese
Definirlo semplicemente “cantautore indie” sarebbe riduttivo. La sua musica parte dalla tradizione italiana, ma incorpora pop psichedelico, musica classica, elettronica, library music e arrangiamenti da colonna sonora. Per library music si intendono quelle composizioni nate per accompagnare immagini, documentari o produzioni audiovisive, spesso caratterizzate da strutture evocative e grande attenzione ai timbri.
In Uomo Donna si possono riconoscere echi di Lucio Battisti, del pop italiano più melodico e di certo rock psichedelico internazionale. Il risultato, però, non suona come una semplice citazione del passato. De Simone recupera quelle atmosfere e le trasforma in qualcosa di personale, con batterie asciutte, cori, archi e improvvise aperture sonore.
La voce resta spesso al centro, ma non domina ogni cosa. Gli strumenti sembrano avere una funzione narrativa: un crescendo può suggerire agitazione, una sezione d’archi può trasformare una frase d’amore in un momento quasi tragico. È questo che, secondo me, distingue i suoi brani più riusciti dalla normale nostalgia vintage.
Da quale disco iniziare senza perdersi
La scelta dipende dal tipo di ascolto che si cerca. Non consiglierei di cominciare dalla discografia in ordine cronologico a chi vuole capire subito il suo lato più accessibile. Meglio scegliere il disco in base all’atmosfera desiderata.
| Album o progetto | Che cosa offre | Da ascoltare se |
|---|---|---|
| Uomo Donna | Pop d’autore, psichedelia e brani molto lunghi | Si vuole conoscere il suo nucleo artistico |
| Immensità | Atmosfere cosmiche, archi e melodie più sospese | Si preferisce un ascolto emotivo e contemplativo |
| Le Règne Animal | Musica strumentale pensata per il cinema | Si amano colonne sonore e paesaggi sonori |
| Una Lunghissima Ombra | Una fase più ampia e matura della sua ricerca | Si conoscono già i lavori precedenti |
Per un primo ascolto sceglierei Uomo Donna, magari senza saltare subito le tracce più lunghe. Se invece si arriva dalla musica da film, la colonna sonora di Le Règne Animal rappresenta un ingresso naturale e permette di cogliere il suo talento per la costruzione delle atmosfere.
Le uscite più recenti e la direzione del 2026
Il 2025 ha portato Una Lunghissima Ombra, un album che prosegue il percorso orchestrale e introspettivo dell’artista. Il titolo suggerisce bene il tono generale: non una raccolta di semplici canzoni pop, ma un lavoro attraversato da memoria, cambiamento e zone emotive meno luminose.
Nel 2026 sono arrivate nuove versioni reframed di alcuni brani, tra cui Quando, Non è reale e No es real, realizzate con collaborazioni internazionali. Il termine “reframed” indica una rilettura di un brano già esistente, spesso con nuovi ospiti, arrangiamenti o prospettive vocali.
Queste pubblicazioni mostrano un artista interessato alla trasformazione più che alla ripetizione. Non cerca semplicemente di replicare il successo di Immensità: preferisce riprendere il proprio materiale, spostarlo in un altro contesto e vedere che cosa può diventare. È una strategia meno immediata, ma coerente con una carriera costruita sulla ricerca.
Perché piace anche a chi non ascolta il pop italiano
Una parte del suo pubblico arriva dalla Francia e dall’Europa più che dai circuiti tradizionali della musica italiana. Il motivo è abbastanza chiaro: il suo stile conserva il calore della canzone d’autore, ma usa una scrittura sonora comprensibile anche a chi non parla italiano.
Le melodie hanno un ruolo importante, così come i silenzi, i crescendo e le aperture orchestrali. Anche senza afferrare ogni parola, si percepiscono malinconia, desiderio, perdita e meraviglia. Questo spiega perché i suoi brani funzionino bene anche in playlist dedicate alla musica alternativa, alle colonne sonore o all’ascolto serale.
Chi arriva dalla moda o dall’immaginario visivo delle celebrità può apprezzare anche il suo modo di presentarsi: niente estetica sovraccarica, niente personaggio costruito a tavolino. La sua immagine è più vicina a un’eleganza rétro e intima, fatta di dettagli, strumenti analogici e atmosfere cinematografiche. In questo caso, la discrezione non è assenza di stile, ma una scelta precisa.
Il modo migliore per entrare nel suo universo sonoro
Il consiglio più semplice è ascoltare un album intero, senza ridurlo subito ai singoli più famosi. La sua musica dà il meglio quando si seguono i passaggi tra una traccia e l’altra, perché l’ordine contribuisce a creare una narrazione.
- Partire da Uomo Donna per capire la sua scrittura.
- Passare a Immensità per ascoltare il lato più ampio e orchestrale.
- Affrontare Le Règne Animal se si preferiscono brani strumentali e cinematografici.
- Arrivare a Una Lunghissima Ombra dopo aver riconosciuto i temi ricorrenti del suo percorso.
Non è musica pensata per riempire ogni silenzio. Alcuni brani possono sembrare lenti al primo ascolto, soprattutto se si è abituati a produzioni molto compatte. Con De Simone, però, la pazienza fa la differenza: spesso il ritornello più memorabile arriva dopo una lunga introduzione, quando l’atmosfera ha già preparato l’ascoltatore.
Un artista da ascoltare senza aspettarsi formule facili
Andrea Laszlo De Simone occupa uno spazio raro nella musica italiana contemporanea. È cantautore, polistrumentista e compositore, ma nessuna di queste definizioni basta da sola a descriverlo.
La sua discografia parla a chi cerca canzoni emotive, arrangiamenti ricchi e un rapporto più lento con la musica. Il modo migliore per capirlo è lasciarsi guidare dai dischi, dalle immagini e dalle variazioni di tono, senza pretendere una risposta immediata. Dopo qualche ascolto, ciò che sembrava distante diventa proprio il suo tratto più riconoscibile.