Quando si parla dei film più belli di Alain Delon, non basta fermarsi al suo fascino da icona: la sua carriera attraversa cinema d’autore, noir, melodramma e grandi produzioni italiane. Ho raccolto i titoli davvero indispensabili, spiegando da dove iniziare, cosa distingue ogni interpretazione e quali film scegliere in base al proprio gusto.
Il meglio di Alain Delon in pochi titoli essenziali
- Il Gattopardo e Rocco e i suoi fratelli sono il punto di partenza ideale per scoprire il suo rapporto con il cinema italiano.
- Le samouraï rappresenta alla perfezione il suo personaggio più freddo, elegante e misterioso.
- Delitto in pieno sole mostra il lato più ambiguo e inquietante dell’attore.
- La piscina resta il film migliore per ammirarne stile, tensione erotica e presenza scenica.
- Per un ritratto più completo conviene alternare cinema d’autore, polizieschi e drammi psicologici.

I film di Alain Delon da vedere almeno una volta
La mia selezione parte da otto titoli, non tutti uguali per tono o ambizione. Alcuni sono capolavori riconosciuti, altri sono film popolari che hanno definito l’immagine pubblica di Delon. Insieme raccontano bene la sua capacità di passare dal giovane idealista al criminale glaciale senza perdere intensità.
| Film | Anno | Perché vederlo |
|---|---|---|
| Rocco e i suoi fratelli | 1960 | Il suo ruolo più umano e doloroso |
| Delitto in pieno sole | 1960 | La nascita del suo mito internazionale |
| L’eclisse | 1962 | Il Delon moderno e inquieto di Antonioni |
| Il Gattopardo | 1963 | Il grande cinema storico di Visconti |
| Le samouraï | 1967 | Il noir più iconico della sua carriera |
| La piscina | 1969 | Eleganza, desiderio e tensione psicologica |
| Borsalino | 1970 | Il suo lato più spettacolare e popolare |
| La prima notte di quiete | 1972 | Un dramma malinconico e sorprendentemente fragile |
Rocco e i suoi fratelli
Nel film di Luchino Visconti, Delon interpreta Rocco Parondi, un giovane meridionale emigrato a Milano con la famiglia. È un personaggio generoso, quasi angelico, ma proprio questa bontà lo espone alla violenza e alle fratture del mondo che lo circonda.
Per me è il film che smentisce meglio l’idea di Delon come semplice bel volto. La sua recitazione è fatta di sguardi trattenuti, silenzi e vulnerabilità, elementi che rendono il dramma familiare ancora potente.
Delitto in pieno sole
René Clément affida a Delon il ruolo di Tom Ripley, un giovane disposto a tutto pur di appropriarsi della vita dorata di un altro uomo. Il film, tratto dal romanzo di Patricia Highsmith, funziona perché il protagonista non è un criminale urlato, ma una presenza affascinante e imprevedibile.
Qui nasce il suo modello di anti-eroe: bellissimo, elegante e moralmente indecifrabile. È una visione perfetta per chi ama i thriller psicologici più classici.
Il Gattopardo
Nel capolavoro di Visconti, Delon è Tancredi Falconeri, il giovane aristocratico capace di adattarsi ai cambiamenti politici senza rinunciare all’ambizione. Accanto a Burt Lancaster e Claudia Cardinale, riesce a essere energico e moderno senza stonare nella solennità del film.
Il valore del titolo non sta soltanto nei costumi o nelle scene monumentali. Tancredi incarna il fascino opportunista di una generazione pronta a cambiare pelle, e Delon gli dona una leggerezza che rende il personaggio memorabile.
Il suo periodo italiano resta fondamentale
Alain Delon ebbe un rapporto speciale con l’Italia, soprattutto negli anni Sessanta e Settanta. Lavorare con registi come Visconti, Michelangelo Antonioni e Valerio Zurlini gli permise di mostrare sfumature che il cinema di genere francese spesso lasciava in secondo piano.
L’eclisse
Nel film di Antonioni interpreta Piero, un giovane agente di borsa coinvolto nella relazione con Vittoria, interpretata da Monica Vitti. È un uomo dinamico in apparenza, ma incapace di stabilire un contatto emotivo davvero profondo.
Non è il film più immediato della lista e richiede un po’ di pazienza. In cambio offre un Delon freddo, contemporaneo e quasi astratto, perfetto per chi ama il cinema dell’incomunicabilità e le atmosfere sospese.
La prima notte di quiete
Valerio Zurlini lo dirige nel ruolo di Daniele Dominici, un insegnante tormentato che vive a Rimini e si innamora di una studentessa. Il film ha un tono crepuscolare, lontano dall’immagine del divo invulnerabile.
Quello che mi colpisce è il modo in cui Delon lascia emergere la stanchezza del personaggio. Il suo fascino qui non è luminoso, ma diventa malinconico, ferito e quasi fuori posto, in sintonia con l’inverno della storia.
La piscina
Jacques Deray riunisce Delon e Romy Schneider in una villa sulla Costa Azzurra, trasformando una vacanza apparentemente perfetta in un gioco di gelosie e sospetti. La trama è semplice, ma la tensione cresce attraverso gesti, pause e dettagli apparentemente innocui.
È uno dei film migliori per capire il legame tra moda, immagine e cinema. Gli abiti, la villa, il sole e il corpo di Delon costruiscono un’estetica ancora influente, ma sotto la superficie elegante si muove una violenza emotiva sempre più evidente.
Il noir che ha definito la sua immagine
Se dovessi indicare un solo film capace di riassumere il mito di Delon, sceglierei Le samouraï, conosciuto in Italia anche come Frank Costello faccia d’angelo. Jean-Pierre Melville gli affida il ruolo di Jef Costello, un sicario solitario che vive secondo un codice personale rigidissimo.
Il film ha pochi dialoghi e una narrazione essenziale. La forza nasce dalla precisione dei movimenti, dagli spazi vuoti e dal trench impeccabile del protagonista. Delon recita quasi senza spiegarsi, trasformando il silenzio in una forma di autorità.
La collaborazione con Melville prosegue con I senza nome, un altro noir importante, più corale e articolato. Qui Delon divide la scena con Yves Montand e Gian Maria Volonté, in una storia criminale dove lealtà e destino contano più delle parole.
Il mio consiglio è di vedere prima Le samouraï e poi I senza nome. Il primo è più rigoroso e ipnotico, il secondo più ampio e narrativo. In entrambi emerge il modello dell’uomo che sembra controllare tutto, ma è già condannato dagli eventi.
Quando scegliere i film più popolari
Non tutta la filmografia di Delon appartiene al cinema d’autore. Una parte del suo successo nasce dai polizieschi e dai film d’azione, capaci di valorizzare il suo portamento e la sua naturale fotogenia senza rinunciare all’intrattenimento.
Borsalino
Nel film di Jacques Deray, Delon recita accanto a Jean-Paul Belmondo in una coppia di gangster irresistibile. Il ritmo è brillante, l’atmosfera è quella della Marsiglia degli anni Trenta e il piacere del film sta soprattutto nella chimica tra i due protagonisti.
Non lo sceglierei per capire la profondità drammatica dell’attore, ma è indispensabile per vedere il suo lato più disinvolto e spettacolare. È una visione ideale per chi vuole un classico piacevole, elegante e meno cupo.
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Il clan dei siciliani
Henri Verneuil costruisce un poliziesco dal cast eccezionale, con Delon, Jean Gabin e Lino Ventura. Delon interpreta un criminale professionista coinvolto in un piano ambizioso, mantenendo quella freddezza che lo rendeva credibile nei ruoli di uomini abituati al rischio.
Il film punta più sul meccanismo del colpo e sul confronto tra caratteri che sull’introspezione. Proprio per questo funziona come introduzione al polar francese, il poliziesco duro e stilizzato che ha segnato il cinema europeo.
Come scegliere il film giusto per la prima visione
La scelta dipende dal tipo di esperienza che desidero avere. Non consiglierei di iniziare da L’eclisse a chi cerca una trama rapida, così come eviterei Borsalino per chi vuole il Delon più tormentato.
- Per un grande classico italiano scegli Il Gattopardo.
- Per un dramma intenso e umano parti da Rocco e i suoi fratelli.
- Per il thriller psicologico guarda Delitto in pieno sole.
- Per il noir più elegante scegli Le samouraï.
- Per atmosfera, stile e tensione sentimentale prova La piscina.
- Per una serata più leggera e spettacolare opta per Borsalino.
- Per un Delon fragile e malinconico scegli La prima notte di quiete.
Un errore comune è guardare soltanto i film in cui il suo aspetto è protagonista. La vera sorpresa arriva mettendo a confronto ruoli molto diversi: Rocco è aperto e vulnerabile, Jef Costello è chiuso e impenetrabile, mentre Tancredi vive di intelligenza sociale e ambizione.
Il percorso ideale per riscoprire il suo cinema
Per conoscere davvero Alain Delon suggerisco un percorso di quattro film: Delitto in pieno sole per il mito, Rocco e i suoi fratelli per la sensibilità, Il Gattopardo per la grandezza scenica e Le samouraï per l’icona noir.
Dopo questi titoli, La piscina e La prima notte di quiete mostrano un attore più ambiguo e vulnerabile. È questa alternanza tra bellezza, durezza e fragilità a rendere la sua filmografia ancora attuale, molto più ricca della sola immagine di divo elegante che il pubblico ha imparato a riconoscere.