Premi della Mostra di Venezia - guida a vincitori e trofei

Donna con un Leone d'Oro, uno dei premi della Mostra del Cinema di Venezia, sul red carpet.

Scritto da

Piccarda De Angelis

Pubblicato il

16 ott 2026

Indice

Quando si annunciano i vincitori al Lido, non tutti i riconoscimenti hanno lo stesso peso né raccontano la stessa cosa. In questa guida ai premi della Mostra del Cinema di Venezia chiarisco il significato dei principali trofei, i vincitori dell’edizione 2026 e le differenze tra Concorso, Orizzonti, opere prime, restauri e realtà immersive.

Le informazioni essenziali sui riconoscimenti veneziani

  • Leone d’Oro 2026: assegnato a Kvinde Ukendt di May el-Toukhy.
  • Premi ufficiali del Concorso: sono otto e comprendono anche Coppe Volpi e Premio Marcello Mastroianni.
  • Orizzonti: valorizza linguaggi contemporanei, nuovi autori e interpretazioni spesso lontane dal cinema più commerciale.
  • Premi paralleli: includono opere prime, film restaurati, pubblico e progetti in realtà immersiva.
  • Regola importante: il Leone d’Oro premia il miglior film, ma non equivale automaticamente al film più popolare.

Leone d'Oro, uno dei premi della Mostra del Cinema di Venezia, brilla sotto il sole davanti al palazzo del festival.

Come orientarsi tra i premi della Mostra del Cinema di Venezia

La competizione principale è Venezia 83, il Concorso internazionale dedicato ai lungometraggi. Una giuria composta da personalità del cinema e della cultura valuta i film selezionati e assegna riconoscimenti diversi, ciascuno legato a un aspetto preciso dell’opera.

Il premio più prestigioso è il Leone d’Oro per il miglior film. Non premia necessariamente la regia più spettacolare o l’interprete più famoso, ma il film considerato più compiuto per visione, scrittura, messa in scena e forza complessiva.

Accanto al Leone d’Oro troviamo i premi dedicati alla regia, alla sceneggiatura, alla recitazione e alla particolare qualità artistica. Io trovo utile leggerli come una vera mappa del cinema contemporaneo, perché mostrano se la giuria è stata colpita soprattutto da un’idea, da una performance o da una precisa scelta formale.

I vincitori principali dell’edizione 2026

L’83ª Mostra si è svolta al Lido dal 2 al 12 settembre 2026. La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha visionato 21 film in Concorso, premiando opere molto diverse per stile e provenienza.

Premio Vincitore Perché è importante
Leone d’Oro Kvinde Ukendt di May el-Toukhy È il riconoscimento al miglior film della competizione principale.
Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria Possible Love di Lee Chang-dong Segnala un’opera di forte valore artistico, subito dopo il vincitore assoluto.
Leone d’Argento per la regia Ilya Khrzhanovsky per DAU Premia la visione e il controllo registico del film.
Coppa Volpi per la migliore attrice Mathilde Arcel per Kvinde Ukendt Riconosce l’interpretazione femminile più convincente.
Coppa Volpi per il miglior attore John Malkovich per Wild Horse Nine È uno dei premi attoriali più osservati della stagione cinematografica.
Premio per la migliore sceneggiatura Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat Valorizza dialoghi, struttura narrativa e costruzione dei personaggi.
Premio Speciale della Giuria Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor È destinato a un film con una qualità particolare, non sempre riconducibile a una sola categoria.
Premio Marcello Mastroianni Malou Khebizi per 15/18 Premia una giovane interprete o un giovane interprete emergente.

Il risultato più curioso è la doppia affermazione di Kvinde Ukendt, vincitore del Leone d’Oro e della Coppa Volpi femminile. Il regolamento limita la concentrazione dei premi sullo stesso film, ma ammette eccezioni per alcuni riconoscimenti attoriali o per il Premio Mastroianni.

Che differenza c’è tra Leone d’Oro e Leone d’Argento

Il Leone d’Oro indica il vertice della selezione. Il Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria arriva subito dopo, mentre il Leone d’Argento per la regia guarda soprattutto alla capacità del regista di trasformare una sceneggiatura in un’esperienza cinematografica riconoscibile.

Non li considero premi “migliore” e “peggiore” in senso rigido. Spesso una giuria separa il film più completo dall’opera più audace o dalla regia più personale, creando una fotografia molto più interessante del semplice podio.

Gli altri riconoscimenti che meritano attenzione

Il Concorso principale è solo una parte del festival. La Mostra comprende sezioni competitive con obiettivi differenti, e proprio qui si scoprono molti titoli destinati a crescere dopo il passaggio veneziano.

Orizzonti

Orizzonti guarda alle nuove tendenze estetiche e narrative. Nel 2026 il premio per il miglior film è andato a Un détour par Diane di Ann Sirot e Raphaël Balboni, mentre Riccardo Scamarcio ha ricevuto il riconoscimento come miglior attore per I figli della scimmia.

Questa sezione è particolarmente utile per chi vuole uscire dai titoli più pubblicizzati. Io la seguo perché spesso intercetta registi, attrici e attori prima che diventino nomi familiari al grande pubblico.

Leone del Futuro

Il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” è dedicato ai lungometraggi d’esordio. Nel 2026 è stato assegnato a La Maison du Vent di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, un riconoscimento importante per un autore alla prima prova nel formato lungo.

Il suo valore sta anche nel possibile effetto sulla carriera. Un premio per un’opera prima può facilitare distribuzione, coproduzioni e attenzione internazionale, anche quando il film non ha ancora una platea ampia.

Venezia Spotlight e Venezia Classici

Venezia Spotlight assegna un premio del pubblico e nel 2026 ha premiato Eu Contez di Alina Șerban. È un riconoscimento diverso da quello della giuria, perché misura la risposta degli spettatori e non soltanto l’analisi critica.

Venezia Classici, invece, celebra il lavoro di restauro. Il premio al miglior film restaurato è andato a La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini. Qui il fascino non dipende dalla novità, ma dalla possibilità di vedere un’opera storica in condizioni visive e sonore migliori.

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Venice Immersive

La sezione Venice Immersive porta nel festival esperienze di realtà virtuale e Extended Reality. Nel 2026 il Gran Premio è stato assegnato a The Pigeon Ring di Shixin Tao e Yuqi Zhang, mentre Out of the Ashes ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria.

Non si tratta semplicemente di cinema visto con un visore. Cambiano il ruolo dello spettatore, la durata dell’esperienza e il modo in cui viene costruito lo spazio narrativo. Per questo confrontare direttamente un progetto immersivo con un film tradizionale può essere fuorviante.

Perché un premio veneziano può cambiare la carriera di un film

Un riconoscimento al Lido offre soprattutto visibilità internazionale. Produttori, distributori, critici e programmatori dei festival seguono con attenzione i verdetti, e un premio può rendere più semplice trovare una distribuzione o ottenere spazio nelle sale.

Il beneficio è evidente anche per gli interpreti. Una Coppa Volpi può rafforzare la posizione di un’attrice o di un attore nella stagione dei premi, ma non garantisce automaticamente un successo commerciale. Il pubblico può reagire in modo diverso dalla giuria, soprattutto davanti a film lenti, radicali o difficili da promuovere.

Per questo consiglio di non usare il Leone d’Oro come unico criterio per scegliere cosa vedere. Il riconoscimento segnala un alto livello artistico, ma il gusto personale resta decisivo. Un film premiato per la sceneggiatura potrebbe conquistare chi ama i dialoghi, mentre lasciare freddo chi cerca ritmo e spettacolo.

Il lato pubblico dei premi tra cinema e stile

La serata finale è anche uno degli appuntamenti più fotografati del calendario cinematografico italiano. Sul red carpet convivono abiti da sera, gioielli, beauty look e codici di eleganza molto diversi, ma il premio resta il centro della narrazione.

Mi colpisce sempre il modo in cui un trofeo modifica la percezione di una star. Un’interprete già affermata può scegliere un look più essenziale e autorevole, mentre un talento emergente può sfruttare l’occasione per presentarsi con un’immagine più riconoscibile.

Il glamour, però, non dovrebbe oscurare il lavoro premiato. Il vestito cattura l’obiettivo per qualche minuto, mentre un Leone d’Oro o una Coppa Volpi possono accompagnare un film e il suo interprete per tutta la stagione cinematografica.

Cosa resta davvero dopo la cerimonia veneziana

I premi della Mostra raccontano tre cose insieme: la qualità percepita da una giuria, la direzione presa dal cinema contemporaneo e il possibile futuro di film e professionisti. Nel 2026 Kvinde Ukendt ha conquistato il Leone d’Oro, ma anche Orizzonti, opere prime, restauri e realtà immersive hanno mostrato quanto sia ampia l’idea di cinema oggi.

Quando scelgo cosa recuperare dopo il festival, parto dai premi principali, poi guardo alle sezioni laterali e alle motivazioni. È il modo più equilibrato per distinguere il clamore della cerimonia dal valore effettivo delle opere, lasciando spazio anche a quei titoli meno famosi che spesso riservano le sorprese migliori.

Domande frequenti

Il Leone d’Oro premia il miglior film del Concorso. Il Gran Premio della Giuria segnala un’opera di forte valore artistico, mentre il Leone d’Argento per la regia riconosce soprattutto la visione e il controllo del regista.

Il Concorso valuta i lungometraggi della competizione principale e assegna premi come Leone d’Oro, Coppe Volpi e Premio per la sceneggiatura. Orizzonti valorizza invece nuove tendenze estetiche e narrative, nuovi autori e interpretazioni meno legate al cinema commerciale.

Il Leone del Futuro premia un lungometraggio d’esordio. Venezia Classici assegna un riconoscimento al miglior film restaurato, mentre Venice Immersive premia esperienze di realtà virtuale ed Extended Reality, come il Gran Premio a The Pigeon Ring.

No. Un riconoscimento offre visibilità internazionale e può favorire distribuzione, coproduzioni e attenzione da parte dei festival, ma il pubblico può reagire diversamente dalla giuria. Il Leone d’Oro segnala un alto livello artistico, non assicura automaticamente popolarità o successo in sala.

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Piccarda De Angelis

Piccarda De Angelis

Mi chiamo Piccarda De Angelis e da 8 anni mi dedico con entusiasmo a esplorare il mondo della moda, della bellezza e dello stile delle celebrità per scarpedanira.it. La mia curiosità per come le tendenze si evolvono e come i personaggi pubblici interpretano la moda mi ha spinta a coltivare questa passione, trasformandola in un lavoro. Mi piace analizzare i look che fanno notizia, scomporre gli stili iconici e cercare di comprendere cosa rende un outfit indimenticabile, sempre con un occhio attento all'accuratezza e alla chiarezza. Il mio obiettivo è condividere informazioni utili e aggiornate, rendendo accessibili le sfumature del settore, dalle passerelle ai red carpet, per aiutarvi a navigare nel dinamico universo dello stile.

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